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Padre cambia pediatra al figlio minore – Denucia dell’Azienda Sanitaria – Il Piccolo 6.01.2020

Padre cambia pediatra al figlio minore – Denucia dell’Azienda Sanitaria – Il Piccolo 6.01.2020


Nelle liti di coppia finora erano finiti di mezzo genitori, nonni e amanti. Ma mai, pare, il pediatra. Ne sa qualcosa una mamma di trentotto anni che si è vista inspiegabilmente rifiutare una visita medica al figlioletto di tre anni, ammalato di bronchite.

«Signora – si è sentita dire in ambulatorio la trentottenne  – non sono più io il dottore del suo bambino. Non lo sapeva forse?».

Cos’era successo? L’ex compagno, un quarantaquattrenne abruzzese con cui la donna si stava ormai lasciando e con cui i rapporti erano molto tesi, aveva cambiato improvvisamente dottore al bambino. Nella totale insaputa della madre.

E con un trucchetto: per riuscire nell’intento il papà si era procurato un duplicato della tessera sanitaria cartacea del bimbo, fingendo di aver perso l’originale.

Una “scaramuccia” alla ex compagna che, oltre al disagio della visita pediatrica rifiutata al figlio, è costata al quarantaquattrenne abruzzese un’incriminazione per “falso in atto pubblico”. In effetti all’impiegata del distretto sanitario l’uomo aveva dichiarato lo «smarrimento» del documento. Una bugia.

La tessera sanitaria, come accertato dopo le rimostranze della madre, non era stata affatto perduta: era in possesso della donna.

La segnalazione alla Procura di Trieste è scattata d’ufficio su iniziativa della stessa Azienda sanitaria. Sul caso ha aperto un fascicolo il pubblico ministero Maddalena Chergia.

Il 27 gennaio il padre comparirà in Tribunale davanti al giudice: il pm ha avanzato richiesta di citazione diretta a giudizio.

La mamma si è rivolta a un avvocato esperto in diritto di famiglia, già intervenuto in precedenza a sostegno della trentottenne  per un’altra causa legale che riguardava la coppia. Una vicenda di presunte violenze, in questo caso, in cui l’uomo sosteneva di essere stato picchiato dalla ex fidanzata e dalla madre di lei.

Un’aggressione che, a sentire il quarantaquattrenne, sarebbe avvenuta nei pressi di via Pietà nell’abitacolo di un’automobile dopo che la coppia si era data appuntamento per la consegna del bambino. I due dovevano infatti vedersi alcune volte alla settimana per la gestione del figlioletto di tre anni.

Ma il racconto dell’uomo, nonostante una denuncia sporta ai Carabinieri, non aveva convinto gli inquirenti. Il caso, a ben vedere, si era chiuso con un’archiviazione. Cos’era dunque accaduto? Si trattava di una finta architettata con il solo obiettivo di mettere nei guai la ex compagna trentottenne e la suocera sessantenne? Un’altra “scaramuccia” tra ex?

Il dubbio c’è. All’epoca a cui fa riferimento la presunta aggressione l’uomo si era anche recato in Pronto soccorso all’ospedale Maggiore.   Il referto, dopo la visita, recitava così: «Il paziente riferisce di essere stato colpito con uno schiaffo e di essere stato graffiato a un polso».

Con il referto in mano l’ex compagno è andato poi dai Carabinieri. Ma il racconto del quarantaquattrenne era stato del tutto smentito da un testimone che aveva assistito a quegli istanti.  Vicenda chiusa, insomma.  A fine mese  è  invece atteso il secondo round in Tribunale per la vicenda della tessera sanitaria. —

 

Gianpaolo Sarti- Riproduzione Riservata

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