Fine vita, Asugi ricorre in appello dopo la condanna per “cure non richieste” – Trieste Prima 16.01.2025
𝐿’𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑎 𝑠𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑒𝑟𝑎 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑎𝑛𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑎𝑟𝑐𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 25 𝑚𝑖𝑙𝑎 𝑒𝑢𝑟𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑟𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑙𝑒 𝑐𝑢𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙’84𝑒𝑛𝑛𝑒 𝐶𝑙𝑎𝑢𝑑𝑖𝑜 𝑑𝑒’𝑀𝑎𝑛𝑧𝑎𝑛𝑜, 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑖𝑐𝑡𝑢𝑠 𝑛𝑒𝑙 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 2018. 𝐼𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜, 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖, 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎 𝑢𝑑𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒̀ 𝑓𝑖𝑠𝑠𝑎𝑡𝑎 𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑒 𝑎𝑝𝑟𝑖𝑙𝑒
 
TRIESTE – Asugi ha depositato la citazione in appello dopo la condanna al risarcimento di 25 mila euro per non aver interrotto le cure all’84enne Claudio de’Manzano, colpito da ictus nel dicembre del 2018. Il processo, quindi, continua e la prossima udienza è fissata a fine aprile. Lo scorso dicembre il giudice Gloria Carlesso aveva condannato l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina al pagamento della somma sopra citata unitamente a parte delle spese legali (12mila euro) alla figlia e amministratrice di sostegno del paziente, Giovanna Augusta de’Manzano. Quest’ultima, avvocato del foro di Trieste (in questo procedimento assistita dall’avvocato Silvia Piemontesi), ha poi donato una parte dell’importo all’associazione Luca Coscioni prima di aver ricevuto l’effettivo pagamento dall’azienda. Ora, con questo appello, Asugi rifiuta la domanda risarcitoria e chiede la restituzione di quanto pagato o la diminuzione del risarcimento stesso.
 
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Claudio de’Manzano era stato colpito da ictus nel 2018. Sua figlia, divenuta amministratore di sostegno, aveva chiesto alla Stroke Unit di Cattinara di interrompere l’idratazione e l’alimentazione artificiale, considerate cure mediche, al fine di procedere con il fine vita. Il personale di Asugi aveva negato la richiesta e le dimissioni del paziente della struttura. Condizione che si era protratta per una ventina di giorni, poi l’uomo era stato portato da sua figlia alla Salus, clinica privata che aveva invece accettato di ospitare l’uomo e procedere al fine vita. Secondo la recente sentenza, la condanna ad Asugi è stata emessa per “violazione del diritto alla autodeterminazione” e “danno per una condizione di protratta e totale inabilità permanente”.
 
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Asugi è stata assistita dall’avvocato Giovanni Borgna, che non ha voluto lasciare dichiarazioni in merito. Per l’avvocato Piemontesi, che difende de’Manzano, “proponendo appello, Asugi ha esercitato il proprio legittimo diritto di sottoporre a revisione la decisione di primo grado; a questo punto la parte appellata provvederà a perfezionare la costituzione in giudizio nei termini a ciò concessi, ritenendo vi siano plurime argomentazioni, sia fattuali che giuridiche, da contrapporre alle ragioni dedotte da Asugi”. Per il legale, la sentenza del Tribunale di Trieste, “oltre che ben motivata, è anche perfettamente aderente ai precedenti rinvenibili in argomento”.
 
Così ha dichiarato l’avvocato de’ Manzano: “Ho intrapreso questa battaglia non solo per una questione di civiltà giuridica, ma per evitare ad altri quella sofferenza che è stata inflitta gratuitamente a mio padre e a noi familiari. Nessuno devo mai piu’ trovarsi in una situazione simile.
 
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