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Procedimento per Truffa – Il Piccolo 3 novembre 2020

Procedimento per Truffa – Il Piccolo 3 novembre 2020


L’annuncio online per un appartamento libero, il cliente interessato che si fa avanti e paga tre mesi di anticipo, l’indagine per truffa. Sono finite in seri guai giudiziari una quarantunenne originaria di Napoli e una sessantaseienne friulana. Sono accusate di aver affittato un alloggio già occupato in-tascando i soldi della caparra. Non solo. Secondo agli accertamenti della Procura, avrebbero anche rubato le valige del malcapitato.
Il caso è approdato in Procura nell’ottobre dell’anno scorso, quando cioè la vittima del (presunto) imbroglio ha sporto querela. L’uomo, uno straniero, era alla ricerca di un’abitazione a Trieste e così ha consultato il sito www.subito.it. Dopo un po’ ecco la proposta: un appartamento in locazio-ne nel rione di San Giacomo, pronto all’uso, al civico 48 di via dei Giuliani. Il cliente ha quindi chiamato al numero di telefono indicato nell’annuncio per domandare informazioni più dettagliate, manifestando il proprio interesse. Il contratto prevedeva anche il versamento di una caparra di tre mesi: 2.300 euro per il periodo compreso tra luglio e settembre. Così è stato.
Cosa è accaduto poi? Lo straniero, nella sua querela, afferma di aver ricevuto le chiavi dell’alloggio e di aver potuto depositare i bagagli. Solo che – così ha riferito – poco dopo le due donne hanno domandato la restituzione delle chiavi sostenendo che l’appartamento andava prima pulito. L’uomo si è fidato e le ha consegnate. Ma i bagagli intanto erano già dentro. E lì sono rimasti, senza che il cliente potesse rientrare e riprenderseli. Anche perché quell’abitazione era già oc-cupata da altre persone. Questo, almeno, quanto venuto a galla dagli accertamenti.
Ma gli interrogativi sulla vicenda non mancano. A iniziare dal più ovvio: com’è possibile che l’uomo non si sia accorto nell’alloggio viveva già qualcun altro? Non ha notato qualcosa di strano prima di consegnare i soldi e depositare le valige? O l’abitazione sembrava comunque vuota? L’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano, la legale di fiducia che difende le due donne, al mo-mento non entra nel merito del caso. “Le mie assistite sono assolutamente estranee ai fatti – spiega– e ciò verrà dimostrato in sede di dibattimento. Entrambe le imputate andranno a processo. Do-vranno anche rispondere di appropriazione indebita per essersi impossessate dei bagagli. La prima udienza è fissata il 2 dicembre.

Riproduzione Riservta – Gianpaolo Sarti

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