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La Corte d’Appello autorizza l’iscrizione a scuola – Il Piccolo 20.09.2020

La Corte d’Appello autorizza l’iscrizione a scuola – Il Piccolo 20.09.2020


Il bambino di cinque anni conteso dalla coppia litigiosa, il cui caso era diventato di dominio pubblico nei giorni scorsi, venerdì ha iniziato le lezioni in classe. Rischiava di restare fuori perché non c’era nessuno titolato a iscriverlo a scuola. I genitori, infatti, avevano perso la patria potestà proprio a causa delle loro pesanti conflittualità.
È stata la Corte di appello a intervenire. Lo ha fatto con un decreto urgente che autorizza la madre a iscrivere il bimbo.
La vicenda della coppia in battaglia perenne si chiude dunque così. Tutto era cominciato a inizio agosto quando il Collegio del Tribunale per i minorenni di Trieste aveva emesso un decreto ad hoc: il provvedimento, nel confermare l’affidamento del minore al Comune, disponeva anche la sospensione dalla responsabilità genitoriale sia della mamma che del papà. La palla era poi passata al Giudice tutelare per la nomina di un tutore. Una figura, questa, delegata a gestire il bambino, comprese le incombenze scolastiche. Ma la nomina del tutore era stata programmata appena a novembre. Nel frattempo il minore sarebbe rimasto a casa.
A quel punto l’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano, la legale che difende la madre del bimbo, aveva presentato al Tribunale per i minorenni un’istanza urgente. Ma i giudici, norme alla mano, avevano ribadito la linea: è compito esclusivo del tutore occuparsi di documenti e questioni burocratiche. Di qui il ricorso in Corte d’appello avanzato da de’ Manzano: i giudici hanno convocato subito un’udienza risolvendo il problema.
La mamma potrà anche portare il figlio a vaccinarsi. Per le attività sportive e il corso di inglese si dovrà invece attendere il tutore. «La madre, mia assistita, ha potuto iscrivere il figlio a scuola – commenta l’avvocato – e ciò grazie alla Corte di appello che ha posto rimedio al precedente decreto del Tribunale dei minorenni. Impensabile che un minore non possa frequentare la scuola dell’obbligo per i ritardi della giustizia». —

 

GianPaolo Sarti- Riproduzione Riservata

 

Trieste Prima 18.09.2020

Il Piccolo 17.09.2020

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