L’uomo era gravato da precedenti penali. I fatti risalgono allo scorso 4 aprile: una ragazza era stata aggredita fisicamente e palpeggiata, poi è stato colpito anche suo padre. La Pm aveva chiesto una pena minore
Condannato a cinque anni e sei mesi di carcere per aver aggredito e palpeggiato una ragazza minorenne in Porto vecchio, per poi colpire e spintonare anche il padre intervenuto per difenderla. La sentenza a carico di un 39enne tunisino senza fissa dimora, per fatti avvenuti lo scorso 4 aprile, è stata pronunciata stamattina, venerdì 5 dicembre, dal Gup Flavia mangiante.
La pena è ben più alta di quanto chiesto dalla Pm Ilaria Iozzi (4 anni e 8 mesi) ed è cumulativa di più reati: lesioni personali e violenza sessuale a danno della ragazza e lesioni al genitore di lei. Oltre agli anni di carcere, il giudice ha disposto l’espulsione dal paese dopo l’esecuzione della pena, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, interdizione legale per tutta la durata della pena, oltre a risarcimenti di 8mila euro alla minore e di 2mila euro al padre, entrambi difesi dagli avvocati Giovanna Augusta de’Manzano ed Emanuele Izzotti. Le motivazioni saranno depositate entro 15 giorni. L’uomo, difeso dall’avvocato Alberto Tofful, è già gravato da precedenti penali.
Il grave fatto è accaduto in pieno giorno, intorno alle 13:30, orario in cui il cittadino tunisino ha avvicinato la minore nella zona di porto Vecchio, prima rivolgendole la parola in inglese e tentando un approccio. Al rifiuto della ragazza, l’uomo le ha impedito la via di fuga, per poi colpirla “al braccio sinistro e al petto”, come si legge negli atti, e provocandole lesioni. In seguito, sempre secondo i capi d’imputazione, l’aggressore le ha “toccato il petto e palpeggiato il seno, insistentemente, con entrambe le mani aperte”. La ragazza è poi riuscita a resistere e liberarsi, raggiungendo il padre. Quest’ultimo ha quindi rincorso l’aggressore cercando di fermarlo, ma il cittadino tunisino lo ha aggredito causandogli “lesioni guaribili in sette giorni”, tra cui “trauma cranico con perdita di coscienza”, si legge nella documentazione.
Le dichiarazioni degli avvocati
L’avvocato de’Manzano spiega che “solo grazie alla reattività della persona offesa e al suo impeto di coraggio, l’ aggressione non è andata a finire peggio. Auguro alla famiglia da me assistita di ritrovare una nuova serenità, a oggi seriamente compromessa”.
Così l’avvocato Izzotti: “Siamo soddisfatti di quanto espresso dal giudice ma sarebbe un errore pensare che una pena detentiva basti a risolvere il problema, che continua a sussistere perché l’imputato è stato in carcere per lungo tempo e questo non gli ha impedito di tornare a delinquere”.
“Mi riservo di leggere le motivazioni della sentenza e valutare se impugnarla — ha dichiarato l’avvocato dell’uomo, Alberto Tofful —. È stata riconosciuta in parte la linea difensiva e anche le argomentazioni di ordine giuridico, ma ritengo che la pena, dal punto di vista edittale, sia eccessivamente pesante per la fattispecie contestata”.
