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Anni di abusi sulle figlie minori – Il Piccolo 2.03.2020

Anni di abusi sulle figlie minori – Il Piccolo 2.03.2020


Non erano gesti di affetto. Nemmeno «massaggi» o «grattini», come aveva tentato di giustificarsi lui davanti ai magistrati. No, le sue erano molestie. Violenza sessuale.

Per il padre di 47 anni condannato  a due anni di reclusione (pena sospesa) per le ripetute “attenzioni” nei confronti delle due figlie minorenni, dopo la sentenza di primo grado ecco nero su bianco le motivazioni che nei mesi scorsi hanno portato i giudici a ritenere colpevole l’imputato.

Il collegio penale, presieduto dal giudice Filippo Gulotta, aveva accolto la pena dei 2 anni richiesta dal pm Maddalena Chergia.

«Le deposizioni testimoniali delle persone offese – si legge nel documento emesso dai giudici – hanno consentito di ritenere provata la materialità dei fatti descritti in imputazione in termini sostanzialmente conformi a quanto delineato in tesi di accusa».

Le molestie si erano verificate nell’abitazione del padre (difeso  dagli avvocati Silvia Piemontesi e Luca Ferrucci) dal 2014 a gennaio del 2016, vale a dire quando una figlia aveva 14 anni mentre l’altra aveva tra i 10 e i 12, visto che nel suo caso gli abusi si erano ripetuti per un paio di anni.

«Lui iniziava con i massaggi, poi allungava le mani… lo ha fatto varie volte… ma non lo avevamo detto a nessuno, neanche a nostra mamma. Ci vergognavamo a raccontare cosa ci succedeva in camera», avevano riferito le due adolescenti nelle loro deposizioni. E, ancora: «Quando giocavamo o mi faceva il massaggio alla schiena mi metteva sempre le mani dentro le mutande».

I racconti delle due minori, difese dall’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano, sono stati ritenuti «concordanti e lineari». Non si sono inventate nulla, insomma. Una verità tenuta nascosta da una delle due figlie «per vergogna»: «Non raccontò né alla sorella né alla madre quanto negli anni le era accaduto», si legge nella sentenza. «Solo il suo corpo e i suoi gesti tentarono di parlare». Cioè « con i lavaggi compulsivi e con i rifiuti di recarsi a casa del padre».

A scuotere la figlia maggiore, cioè la quattordicenne, tanto da spingerla a dire tutto, è stato lo choc emotivo provato dopo aver appreso che pure la sorella minore era stata oggetto delle stesse “attenzioni”. «Uno choc acuito dal senso di colpa per non averla protetta», annota il collegio penale.

«L’attendibilità dei minori – aggiungono i giudici – è rafforzata dalle stesse dichiarazioni spontanee dell’imputato che, in un tentativo di giustificarsi, ammette di aver forse tenuto dei comportamenti inappropriati con le figlie facendo loro delle “carezze” e dei grattini in un contesto giocoso senza essersi accorto che le figlie erano cresciute. Ciò in un tentativo di minimizzare la condotta, ma con un’ammissione di responsabilità per un contatto fisico che quindi sicuramente vi fu».

Il quarantasettenne dovrà anche pagare come risarcimento danni 15.000 euro a una figlia e 7.500 euro all’altra. L’uomo, inoltre, ha perso anche la responsabilità genitoriale. —

Gianpaolo Sarti-RIPRODUZIONE RISERVATA

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