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Condanna per Violenze Sessuali su Minore di 11 anni – Il Piccolo 2 luglio 2020

Condanna per Violenze Sessuali su Minore di 11 anni – Il Piccolo 2 luglio 2020


Un ragazzino di 11 anni violentato nella cantina di una casa Ater. E un’altra minorenne, anche lei di 11 anni, approcciata con messaggi Whatsapp a sfondo sessuale. Si chiude con una condanna a cinque anni di reclusione e 15 mila euro di risarcimento danni il processo di primo grado a un trentacinquenne triestino accusato di pedofilia.

La vicenda era emersa con tutto il suo scalpore nei mesi scorsi dopo che erano venute a galla la modalità con cui l’uomo aveva adescato la prima vittima, il ragazzino: la promessa di un videogioco.

Sebbene la perizia psichiatrica abbia rilevato la piena capacità di intendere e volere al momento dei fatti contestati (nel periodo della commissione del reato l’uomo “non si trovava in condizioni di infermità”, così lo psichiatra), il 35enne in realtà è una persona comunque con disagio, che vive in una condizione di marginalità sociale e che ha evidenti difficoltà comportamentali. E che in passato – certamente da bambino – era stato seguito dai servizi. Di qui la scelta del giornale di non pubblicare l’identità.

La sentenza è stata pronunciata ieri dal gup Luigi Dainotti, al termine del processo in abbreviato. Oltre ai cinque anni di reclusione e ai 15 mila euro di indennizzo a favore dell’undicenne violentato (la minore è stata risarcita in via extragiudiziale), il giudice ha disposto anche le pene accessorie, tra cui l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e a contrarre con la pubblica amministrazione. A ciò si aggiunge il pagamento delle spese processuali.

«La decisione del giudice aiuterà la famiglia a trovare una compensazione psicologica ed emotiva al danno», osserva la legale che ha tutelato il ragazzino abusato e i suoi genitori, l’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano. «Auguro alla famiglia di poter superare al meglio il dramma patito».

Già, una dramma. Soltanto così può essere definita l’orribile esperienza subita dall’undicenne. Il fatto, su cui aveva indagato il pm Federico Frezza, si era verificato nell’agosto del 2017 in piazzale de Gasperi. “Vieni con me… ti regalo una consolle “X-box” ultimo modello (effettivamente ceduta, ndr)”, così si era approcciato il 35enne.

Il minore lo aveva seguito. I due si erano allontanati verso il caseggiato Ater, poi l’uomo aveva fatto spogliare il bambino all’interno di una cantina abusando di lui. L’accaduto era emerso dai racconti dello stesso minore, ma solo quando i genitori si erano resi conto dei suoi atteggiamenti cupi e scontrosi.
Nello stesso processo il 35enne era accusato anche di aver tentato una avance con una ragazzina, chiedendole con insistenza lo scambio di foto intime. Oltre a quanto riferito dalla minore, agli atti risultano anche alcuni screenshot dei messaggi inviati dall’uomo con il proprio telefonino. Messaggi che lo hanno inchiodato. Il legale che ha difeso l’imputato, l’avvocato Alessandro Giadrossi, probabilmente farà appello.

Riproduzione Riservata – Gianpaolo Sarti

 

Trieste Prima- 1 luglio 2020

 

TG Regionale – FVG- minuto 10.30

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