Driss Ferjani, il tunisino senza fissa dimora di 39 anni ritenuto l’autore della violenza sessuale ai danni della diciassettenne aggredita ad aprile in Porto Vecchio, sarà giudicato con il rito abbreviato. È questo l’esito dell’udienza di ieri in Tribunale davanti al gup Flavia Mangiante, alla presenza del pm Ilaria Iozzi, titolare del fascicolo. In aula c’era anche il trentanovenne tunisino. La richiesta di risentire nuovamente la vittima, avanzata dal legale che difende l’imputato, l’avvocato Giuliano Iviani, è stata respinta. L’intenzione, in buona sostanza, è quella di evitare alla minorenne di ripercorrere con un’audizione in tribunale la grave esperienza subita. Per lei, come comprensibile, sarebbe rivivere nuovamente il trauma. Sarà quindi discusso il rito abbreviato senza l’audizione della vittima. L’udienza è programmata a inizio dicembre.
«Episodi come questi mettono in luce sia la necessità di gestire le conseguenze quotidiane legate ai fenomeni migratori – osserva l’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano che difende la ragazza e anche suo padre (pure lui era stato aggredito) – sia la necessità di intervenire in termini di progetti educativi per il rispetto della donna».
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